Osservatorio panoramico - Monte Kolovrat /Confine Italia Slovenia
Osservatorio panoramico - Monte Kolovrat /Confine Italia Slovenia
Osservatorio panoramico - Monte Kolovrat /Confine Italia Slovenia
Osservatorio panoramico - Monte Kolovrat /Confine Italia Slovenia
Osservatorio panoramico Monte Kolovrat /Confine Italia Slovenia
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Osservatorio panoramico - Monte Kolovrat /Confine Italia Slovenia
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Osservatorio panoramico

Kolovrat, ITA-SLO, 2013

Arch. Francesco Qualizza
Arch. Rocco Repezza

anno: 2013
luogo: monte Kolovrat, confine Italia Slovenia
dimensione: 11 mq

foto: Giovanni Chiarot

 

L’osservatorio panoramico è un’architettura temporanea, un padiglione in legno da cui contemplare la specificità del territorio del Friuli Venezia Giulia. La scelta del monte Kolovrat è motivata dalla possibilità di estendere la vista fino al mare, nelle giornate limpide, inquadrando la linea dell’orizzonte verso sud e il monte Krn sul versante nord. La posizione sul confine, con le due aperture principali sul territorio italiano e su quello sloveno, vuole anche essere motivo di riflessione sul rapporto tra i due popoli. Si tratta di uno spazio intimo, un cannocchiale visivo da cui poter godere della bellezza del panorama. L’architettura si integra nella natura mutevole delle varie stagioni dell’anno e il legno reagisce alle diverse condizioni climatiche. L’intera costruzione è stata realizzata in legno, con una struttura portante di travi con sezione variabile 10×10 cm e 5×20 cm in abete e un rivestimento di lamelle larghe 5 cm in faggio. Quest’ultime sono state ricavate da materiale di scarto, a partire da legno di primo taglio; le facce con la corteccia sono rivolte verso l’esterno, dando all’intero padiglione un carattere naturale. Le lamelle sono state posizionate verticalmente con un vuoto di 4 cm tra una e l’altra per far filtrare i raggi solari all’interno e creare un particolare effetto di luce. Il materiale scelto vuole essere espressione di economicità e semplicità, principi che stanno alla base del progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Modo.

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